La STU Makò è stata trascinata nel fango

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Si è svolto venerdì scorso il primo Consiglio di amministrazione della Stu Makò presieduta da Paolo Lunardelli. È stato un incontro votato principalmente ad adempiere ad alcune formalità urgenti. Si è proceduto alla assegnazione dei poteri ordinari al presidente e soprattutto alla aggiudicazione della vendita di una porzione di terreno adiacente la casa nella zona nord est della proprietà. Questo atto va nella direzione, imboccata anche da Lunardelli, di poter dare liquidità alla azienda per svolgere le attività ordinarie.

Nel suo discorso di apertura e indirizzo Lunardelli ha rappresentato le esigenze minimali per far ripartire la società​,​ che sono quelle di ripianare il debito e finanziare la ristrutturazione per insediare le scuole. Per ripianare il debito sono state indicate sia le operazioni di dismissione di alcune aree non strategiche alla scuola sia il finanziamento dei soci. “Non si può dare una fuoriserie in mano ad un pilota ​senza​ la benzina per correre​,​ ​potrà vendere il navigatore e la radio​ ​​ma​ ​non si può pensare di vendere il motore per comprare la benzina”.

Il neo presidente ha sottolineato l’importanza di ridare dignità a questa società che è stata trascinata nel fango e mentre tutti pensano che qualcuno si ​sia​ ​intascato i soldi, questi sono finiti in tasse ed altre poste obbligate​,​ per colpa esclusiva di inerzia della parte politica. Pertanto non c’è nessuno ​a ​cui chiedere soldi indietro ma c’è qualcuno ​al quale​ chiedere ragione di questa orribile situazione in cui si trova ora la società. Persone che hanno fatto di tutto per affossare la società con il duplice risultato nefasto di abbassare il rating e quindi aumentare gli oneri finanziari e precludere qualsiasi forma di finanziamento esterno​:​ chi mai vorrebbe investire in una società ​in liquidazione​? Prima ancora del Makò, è la STU Mak​ò​ che ha bisogno di essere valorizzata, rivalutata, rifinanziata e protetta perché è un bene comune. Ricordiamolo che per più della metà, è dei cittadini.

Il Consiglio di Amministrazione ha poi deliberato di sospendere l’applicazione del modello 231 in quanto non necessario in una società che non ha dipendenti e non ha fatto atti degni di nota. E’ stato deciso invece di nominare il collegio sindacale quale organo di vigilanza sulla applicazione della L. 33 sulla trasparenza degli enti locali che verrà applicata dalla Stu Makò.

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