Giornata di studio sul Makò per il convegno “Recuperare il dialogo tra i pezzi della città”

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Giornata intensa per il CdA della STU Makò venerdì 19 giugno!
Tutto è cominciato alle 11, quando gli architetti, cui è stato affidato il compito di studiare il luogo nella prospettiva di una “rigenerazione urbana”, sono entrati al Makò per la prima volta e hanno visitato l’ex stabilimento Cantoni sotto la guida della dottoressa cordenonese Francesca Spagnol, “emigrata a Milano”. Si leggeva nei loro occhi lo stupore e la meraviglia per la scoperta delle tecniche di costruzione usate allora e che giustificano ulteriormente la necessità di preservare quei luoghi. È stato significativo che al mattino, il Sindaco di Cordenons Mario Ongaro sia venuto al Makò a portare agli architetti il saluto della città ed abbia manifestato nuovamente l’appoggio di tutto il Consiglio Comunale all’attività della Società di Trasformazione Urbana Makò.

Ma è stato nel pomeriggio che il gruppo di esperti ha rovesciato sul tavolo di discussione tutti gli aspetti di cui il CdA dovrà tenere conto: da un lato, per la necessità e non solo l’opportunità, di non perdere un bene del genere, dall’altro, per non andare a costruire qualcosa che non sarà poi integrato nel territorio. Così alle 18,30 in sala Appi i tecnici hanno presentato al pubblico gli aspetti più significativi ricavati dalla loro visita.

Moreno Baccichet ha esposto il punto vista di un urbanista, ma soprattutto, come esponente di Legambiente, ha sottolineato come il Makò vada considerato nell’area del conurbamento e non debba esser disgiunto dagli altri cotonifici che insistono sull’asta del Noncello. Ha suggerito che in ogni caso debba esser applicata una metodologia partecipativa che coinvolga quelli che egli definisce gli “attivatori sociali” in grado di utilizzare il Makò anche con attività sì temporanee, ma molto utili al mercato e al territorio Molto interessante è stato anche l’intervento di Giulia Biasutti, pordenonese emigrata a Reggio Emilia, che ci ha presentato il metodo di approccio alla soluzione di problemi urbanistici in presenza di siti dismessi. Questi i punti salienti del metodo: scoprire L’IDENTITA’ di un territorio, per stabilire il RUOLO che la costruzione deve assumere e solo successivamente affidare le FUNZIONI che questa costruzione deve svolgere. Anche in questo caso l’architetto Biasutti ha sottolineato che il “processo” è più importante del “progetto”,  e che quindi la riconversione degli spazi deve passare attraverso forme di partecipazione dei cittadini, pena il rifiuto dell’opera o la sua irrealizzabilità.

Interessante l’approccio di Valentina Covre che ha portato interessanti esempi di nuove tecnologie per recuperare ex edifici industriali. Roberto Malvezzi, che della ristrutturazione di siti dismessi ci ha presentato addirittura una associazione dedicata, la AUDIS,  ha suggerito, anche lui, come solo il confronto con le diverse realtà locali imprenditoriali, artigianali e commerciali possa essere il volano per rigenerare vita nuova da questi edifici.

Infine il professor Massimo Rossetti ci ha illustrato le nuove linee guida del MIUR, il Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, per la costruzione di edifici scolastici e ha evidenziato come il Makò risponderebbe perfettamente alle nuove direttive: scuola a contatto con la società, scuola e spazi verdi,  altri e spazi di apprendimento informale.

Il presidente della STU Makó Paolo Lunardelli, nella sintesi finale, ha voluto sottolineare come il processo attuato dal cda in questi mesi sia stato conforme a quanto dichiarato dagli esperti: la PARTECIPAZIONE, invocata da tutti, é una delle parole chiave che questo cda si è dato, un concetto al quale fin dall’inizio si è ispirato. La coscienza dell’identità del territorio è stata la base per formulare il concept “Dalla cultura del lavoro al lavoro della cultura“. Ha ricordato inoltre come sin dai primi giorni la STU si sia mossa su due piani altrettanto importanti: da un lato ha coinvolto le istituzioni per l’insediamento degli istituti scolastici , dall’altro ha interessato gruppi di cittadini che, settimana dopo settimana, disboscano, puliscono e si riappropriano di un bene pubblico.

Ed il prossimo appuntamento è per SABATO 27 GIUGNO alle ore 16 si riaprono i cancelli del Makò alla popolazione e alle 18 il concerto del Midway Chorus.

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