IL REGALO PERFETTO PER NATALE

Home / News / IL REGALO PERFETTO PER NATALE

Il calendario “IL NOSTRO MAKÒ 2016” ha avuto un enorme successo alla presentazione di qualche giorno fa e ci sembra doveroso dare spazio agli splendidi protagonisti dei 12 mesi: Pietro Moro e Elide Venerus nella cover, Rosa Scian e Mariantonietta Maschietto a Gennaio, Alfredo Turrin e Elio Gardonio a Febbraio, Corrado De Piero a Marzo, Bruna Colin ad Aprile, Elia Raffin Regina Azzano e Licia Turrin a Maggio, Dora Della Ragione a Giugno, Luciana Cusan e Dario Zanet a Luglio, Rita Zaramella e Francesco Infanti ad Agosto, Maria Gabriella Del Pup a Settembre, Santa Lunardelli e Antonietta Venerus (anche se nel calendario è scritto Menarusso. Ce ne scusiamo) a Ottobre, Gino Flumian a Novembre, Iside De Benedet a Dicembre.

La versione EXCLUSIVE de “IL NOSTRO MAKÒ 2016” è il regalo perfetto per Natale: 50 copie numerate abbinate al DVD con le interviste in versione integrale ai valorosi ex lavoratori protagonisti del calendario. Un omaggio alla produttività cordenonese, un regalo da fare e da farsi per le feste natalizie. La versione EXCLUSIVE la trovate presso la sede della Pro Cordenons – Centro Culturale Aldo Moro, via Traversagna 4, Cordenons – e dai nostri rivenditori ufficiali. Oppure online da ricevere direttamente a casa dopo pochi giorni dall’ordine.

Compra il calendario “IL NOSTRO MAKÒ 2016” nelle rivendite ufficiali oppure compralo online! È pratico, sicuro, veloce e ti arriverà direttamente a casa.

Di seguito alcuni stralci relativi alle interviste che trovate nella versione EXCLUSIVEPRESTIGE de “IL NOSTRO MAKÒ 2016”. IL NOSTRO MAKÒ 2016, il calendario storico del Makò.

GENNAIO
Mariantonietta MASCHIETTO: “Ho lavorato nel cotonificio dal ’73 al ’90. Ho spento l’ultima macchina, la gasatrice, che si trovava alla nostra destra. Mia mamma Rosa Scian, di anni qua dentro ne ha fatti 39 tutti sul ring.
Rosa SCIAN: “Nel periodo della guerra si andava in cantina quando suonava l’allarme e si aveva paura, però non è mai successo niente. Al Makò mi sono occupata della pulizia e poi ho lavorato sulle macchine. Il Makò mi ha dato da mangiare, non ci sono cose negative perché quando dà da mangiare si lavora, il mondo va avanti così.

FEBBRAIO
Elio GARDONIO: “Il Makò ha dato da vivere a moltissime persone di Cordenons e non solo, c’era gente di altri comuni che veniva a lavorare qui. Purtroppo la storia ci insegna che succedono queste cose (la chiusura, nda). Io lavoravo in officina, ero meccanico generico e intervenivo su tutti i reperti in cui c’era bisogno. Quando c’era un problema e serviva l’intervento di un meccanico, 9 volte su 10 ero io che intervenivo.”
Alfredo TURRIN: “Io ho lavorato anni fuori, andavo in giro finché mi hanno detto ‘vai al Makò che è un posto sicuro nessuno ti licenzia’ e sono entrato qua. Il giorno del terremoto ero al lavoro, alle nove. Mi è venuto in mente di scrivere la data, sul muro c’è la scritta 6/5/1976 Turrin Alfredo.

APRILE
Bruna COLIN: “Ho 83 anni, ho lavorato 36 anni e 4 mesi. Tornerei se lo stabilimento fosse vivo, con le mie amiche. Quando ho finito di lavorare ho pianto, sono uscita con un mazzo di fiori e ho pianto sapendo che dovevo lasciare le mie amiche. Lavoravo nel ring, dal 1946.

MAGGIO
Elia RAFFIN: “Lasciavo mia figlia all’asilo del Makò. Mi sono trovata bene con le suore. Ai ring camminavo 8 ore al giorno.”
Regina AZZANO:“Facevo levate, pulizie, un po’ di tutto… non volevo neanche andare in pensione.
Licia TURRIN: “Lavoravo alle macchine dei Ring, dove si rompevano i fili delle spole li riattaccavo.”

GIUGNO
Dora DELLA RAGIONE: “Lavoravo come maestra di lavoro: quando l’addetta della macchina aveva svolto il suo compito chiamava. Io dirigevo le ragazze e si faceva la levata, una cosa molto semplice. Un lavoro di manualità, di destrezza con le mani. La decisone di chiudere il Makò mi fa male il cuore. Cordenons ha vissuto per questo stabilimento.”

LUGLIO
Dario ZANET: “Ho lavorato 40 anni in Filatura. È stata una esperienza gratificante perché sono stato assunto come tornitore e sono arrivato a dirigere un reparto.”
Luciana CUSAN : “I primi anni venivo da Concordia Sagittaria in corriera alle 4:45 di mattina. Ho lavorato nei Ring, Roccatura e ritorti.”

AGOSTO
Francesco INFANTI: “Ho lavorato come cambio spole e attacca fili. Avendo figli, facevamo turni alternati io e mia moglie.”
Rita ZARAMELLA: “Mio figlio è andato all’asilo del Makò dall’età di un anno. Avevamo le agevolazioni e non pagavamo niente.”

SETTEMBRE
Maria Gabriella DEL PUP: “Ho 75 anni, sono entrata alla Cantoni il 24 gennaio 1955. Ho lavorato fino al 1990. Quando avevo 14 anni ho frequentato un corso di 6 mesi di filatura, si svolgeva nella latteria di San Pietro con il maestro Ariot. Finiti questi sei mesi sono andata in tessitura a fare esperienza in attesa di essere inseriti nella Cantoni. Al lavoro ho sempre dato tutto.

OTTOBRE
Antonietta VENERUS: “Ho lavorato 36 anni al Makò. Prima al reparto preparazioni, banchi, con le macchine da ingrosso, ne avevo 4.”
Santa LUNARDELLI: “C’era lo spaccio per i dipendenti, ogni mese mi davano un buono da 500 lire e si compravano cose belle allo spaccio.

NOVEMBRE
Gino FLUMIER: “Ho 70 anni, ho lavorato per 25 anni al cotonificio Cantoni. Facevo l’elettricista, manutenzione nei vari reparti. Io personalmente non sono andato a lavorare nel nuovo stabilimento. Mi sono licenziato e mi sono messo in proprio per poi andare in pensione. Mi viene da piangere a vederlo in queste condizioni sapendo com’era prima. Lo vorrei salvare per poter far vedere alla gente com’era in principio...”

DICEMBRE
Iside DE BENEDET: “Sono entrata a 14 anni. Ho fatto 21 anni di lavoro nei turni di giorno e 15 anni nel turno di notte. Nei primi 21 anni ero a capo di 3-4 operaie e provvedevo a togliere le levate. Nei turni di notte ho lavorato sui macchinari. Io ho sempre lavorato volentieri, ho trovato delle operaie come me, abbiamo stretto buone amicizie.

COVER
Pietro MORO: “Ho 84 anni, ho lavorato quasi 36 anni al Makò, ho passato praticamente tutta la vita qui. Per 15 anni ho fatto l’operaio specializzato, poi ho fatto il caporeparto e infine ho fatto il capoturno responsabile della preparazione dello stabilimento sul turno.
Elide VENERUS: “Ho 78 anni, qui sono stata assunta a 15 anni. Quando Pietro è tornato dal servizio militare abbiamo lavorato assieme, mansioni diverse ma comunque assieme, è scattata la scintilla, abbiamo avuto una figlia. All’uscita dal turno passavamo in una stanza dove ci controllavano, presa la bicicletta mi ero già dimenticata di tutta la stanchezza.

Related Posts

Aggiungi un commento

quattro × 1 =

cover