STU Project

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IL PROGETTO STU

Scelte di pianificazione

L’intento del legislatore nazionale, con la formazione dell’art. 120 del Testo Unico delle Leggi sugli ordinamenti locali e le relative circolari esplicative, era rivolto al promuovere la formazione di Società di Trasformazione Urbana (S.T.U.) per il recupero e riqualificazione di grossi complessi ex industriali. La forma operativa di intervento, mediante la formazione di società miste pubblico/privato, denominate S.T.U. si pone come strumento operativo nel caso di:

  1. Insediamenti che richiedono interventi di ristrutturazione urbanistica nettamente prevalenti su quelli di ristrutturazione edilizia e di restauro;
  2. Interventi di particolare complessità e valore economico, per i quali l’amministrazione pubblica intende associare alla propria iniziativa patners privati, non solo allo scopo di apportare capitali integrativi a quelli pubblici, ma anche per giovarsi di provate e qualificate esperienze per la gestione economica;
  3. Azioni di ricomposizione e ricucitura del tessuto urbano contestuali alla realizzazione di opere infrastrutturali complesse anche a sviluppo lineare / nuove linee di trasporto, ristrutturazioni esistenti, nuovi impianti viari, ecc.).

La S.T.U. quindi è da considerarsi a tutti gli effetti uno strumento di urbanistica operativa: infatti può progettare e realizzare interventi di trasformazione urbana, ma anche gestire e commercializzare le aree e gli immobili. Anche altri stati europei, come ad esempio la Germania, utilizza strutture similari alle S.T.U. per affrontare problematiche di riqualificazione di aree particolarmente degradate. Questi organismi, chiamati LEG ed IBA, sono società di diritto privato a capitale pubblico che gestiscono in modo autonomo i rapporti con i privati e i fondi pubblici messi a disposizione, incoraggiando le imprese interessate ad investire sulla zona a prezzi controllati di mercato.

Tra il Comune di Cordenons e la Regione Friuli Venezia Giulia, nell’Accordo di Programma del 1998 per la realizzazione di una dotazione minima di infrastrutture, viabilità e parcheggi, vedeva al suo interno protagonista anche l’Area dell’ex-Makò, area già individuata nell’evento internazionale di progettazione urbanistico-architettonica Europan 2, come laboratorio di studi. Nel 1999, a seguito dell’Accordo, il Comune di Cordenons otteneva dalla Regione F.V.G. il finanziamento per avviare il recupero dell’area. Lo stesso Comune, coinvolgendo altri Enti, indicava l’opportunità di operare nell’area oggetto di studio, tramite la formazione di una Società di Trasformazione Urbana (S.T.U.); l’idea venne ufficializzata e approvata all’unanimità del Consiglio Comunale con delibera n. 56 del 30.06.2003. Dopo alterne vicende, in data 28.02.2006 è stata costituita la società “STU MAKO’ S.p.A.”; l’oggetto sociale al primo comma recita: “La società ha per oggetto l’acquisizione di aree, la progettazione, realizzazione, commercializzazione ed eventuale gestione degli interventi di trasformazione previsti nell’area dell’Ex Filatura Cantoni ed aree contigue, compreso il miglioramento delle dotazioni e delle infrastrutture relative alla mobilità”.

La società trova l’adesione, tra i soci pubblici il Comune di Cordenons, la Provincia di Pordenone, il Comune di Pordenone, l’A.T.E.R.(azienda edilizia territoriale), l’A.T.A.P.(azienda trasporti urbani), e del socio privato proprietario dell’area, la “Cantoni I.T.C. Spa”. La società ha commissionato allo studio Main s.r.l. di Udine la redazione del piano industriale, sul quale poi basare gli atti e le decisioni necessarie al raggiungimento dello scopo sociale. La Provincia di Pordenone, con lettera del 08.04.2009 del Responsabile del Settore Pianificazione–Patrimonio Edilizia, conferma che nelle programmazioni dell’Ente vi è l’obiettivo di localizzare due istituti scolastici superiori all’interno dell’area dell’ex cotonificio (Ipsia e Istituto D’Arte), con la realizzazione di 67 aule, 29 laboratori e 2 palestre per un importo complessivo di circa 35 milioni di Euro, precisando che l’intervento è subordinato alla concessione di un finanziamento regionale.

Il presidente della società STU Makò S.p.A., visto il persistere delle difficoltà del mercato immobiliare, ha inoltre iniziato una serie di verifiche e contatti per esplorare una diversa possibilità d’intervento che preveda il coinvolgimento di società private, tramite lo strumento del project financing. A sorpresa, la Provincia di Pordenone, nella Relazione Previsionale Programmatica 2010-2012 allegata al bilancio di previsione, ha stravolto gli intenti passati citando testualmente al punto 4.10 – Edilizia: “nel programma triennale 2010-2012 non è prevista la realizzazione di nuove sedi scolastiche, ….”. A tal proposito va precisato che attualmente, anche a livello regionale, sull’archeologia industriale non vi sono Leggi che prevedono finanziamenti. Pare quindi una scelta obbligata, per un eventuale recupero dell’intero complesso, la ricerca di finanziamenti privati od eventuali co-finanziamenti di provenienza comunitaria.

CRONACA

Progetto Stu Mako, c’è la disponibilità della Regione”. Pordenone Oggi.it, 12 Gennaio 2012
“Una nuova luce per la società Stu Makò, chiamata a gestire la difficile riqualificazione della vasta e importante area dell’ex cotonificio di Cordenons.” “Siamo disponibili a valutare una richiesta di finanziamento, da soddisfare con l’impiego di fondi europei, considerata la valenza storica e archeologica (una struttura di fine ‘800) del sito. Non sarebbe la prima volta che la Regione interviene sulla base di questi presupposti. Penso alla Centrale di Malnisio e alla Battiferro di Maniago per rimanere in ambito provinciale, oppure all’area industriale di Torviscosa e a parte del Porto vecchio di Trieste in ambito regionale. La nostra Regione è leader a livello nazionale quanto a cooperazione e anche in questa occasione può offrire il suo apporto, nell’ottica dello sviluppo culturale e anche delle attività produttive di una zona nevralgica della provincia di Pordenone” ha affermato l’assessore regionale De Anna.

Città ignorata e derisa grazie alla giunta di Ongaro”. Messaggero Veneto, 12 Marzo 2013
“Viabilità a sud della zona artigianale e caso Stu già da soli sono sufficienti per dimostrare che il Comune, con il sindaco Ongaro, è considerato meno di niente nel contesto provinciale e che stiamo diventando una sorta di periferia povera del capoluogo” denuncia Gianni Ghiani del Pd. “La nuova convenzione della Stu Makò pensata dal consiglio d’amministrazione per obbligare la Provincia a costruire la nuova sede del Liceo Artistico nell’ex Cantoni è una carta dei sogni. Il presidente della Provincia Alessandro Ciriani ha spostato l’investimento, di 3 milioni rispetto agli 8 promessi due anni fa, nel 2015, quando non sarà più presidente e quando l’ente stesso quasi sicuramente non esisterà più” incalza Ghiani, denunciando la presa in giro.

Stu Makò, è una lotta contro il tempo”. Messaggero Veneto, 20 Marzo 2013
“La nuova convenzione tra i soci e la Società di Trasformazione Urbana Makò rischia di non essere siglata…Il ritardo, se si protraesse oltre aprile, rischia a sua volta di far saltare l’intero impianto dei tempi e degli impegni finanziari che Comune e Provincia, chiamati a realizzare le opere (palestra e scuola d’arte rispettivamente), apponendo la firma si impegnerebbero a rispettare” con inizio lavori nel 2014 e 2015. “A dieci anni esatti dalla sua costituzione, la Stu, se non decolla a breve potrebbe chiudere.”

La Pordenone del futuro riparta dai cotonifici”. Messaggero Veneto, 22 Maggio 2013
Pordenone, La parola d’ordine del nuovo piano regolatore sarà ‘rigenerazione’, ricreare l’esistente migliorando la sostenibilità ambientale. Ma la sfida lanciata dai professionisti che hanno vinto la gara – capofila è Massimo Giuliani, titolare dello studio Bcg associati di Pavia che ha raccontato al Messaggero Veneto il modello su cui lavorerà – non sarà semplice, perché gran parte del patrimonio da recuperare coinvolge anche i privati che, specie in tempi di crisi, vanno incentivati. “Nostro interlocutore diretto sarà l’assessorato regionale alla pianificazione” dice l’assessore Martina Toffolo. Pianificazione che, secondo molti professionisti, non può fermarsi ai confini della città ma deve guardare a una città diffusa, al capoluogo “federato” con il conturbamento. “ I cardini che costituiscono la zona del pordenonese sono i cotonifici da un lato e gli edifici realizzati dal Dopoguerra agli anni 60. I cotonifici rappresentano la nostra storia industriale.”

STU verso la cancellazione”. Il Gazzettino, 25 Giugno 2013
“…e dopo la revisione c’è un bivio: trovare le idee giuste per il rilancio o cominciare l’iter della liquidazione. La STU agli inizi era un’operazione fattibile, con cui attirare fra i 50 e i 100 milioni di investimenti, producendo un centinaio di posti di lavoro. In questi anni però, si sarebbe dovuto agire diversamente: trovando importanti risorse e mettendo in campo idee. Nell’area dell’ex cotonificio si potevano realizzare la nuova sede della polizia locale, il Liceo artistico, l’asilo e anche al palestra iniziata a Villa D’Arco. Nuove opere attirano i privati, così non è stato fatto e ora è tutto più difficile”, commenta il consigliere.

STU Makò in rosso, ma niente chiusura”. Messaggero Veneto, 26 Settembre 2013
“L’assembrea dei soci vuole attendere il pronunciamento del Tar a fine anno sulla concessione della centralina idroelettrica”. ”Socio privato Inghirami, Comune, Atap e Ater hanno dunque scartato la richiesta della Provincia, che con il Comune è socio pubblico di maggioranza, di chiudere la società per impossibilità di raggiungere l’oggetto sociale della riqualificazione dell’area dell’ex opificio Cantoni in via del Makò.” Dal 2006 la Stu ha ridotto il suo patrimonio sociale, non ha mai prodotto utili e sta accumulando da almeno tre anni bilanci in rosso. “Se il Tar darà ragione alla Stu – questo il ragionamento fatto dalla maggioranza – l’utilizzo della centralina potrà produrre gli utili necessari a rilanciare la società”…”La Provincia si è voluta tutelare. Il Comune di Cordenons punta invece a non abbandonare il progetto di dare all’Istituto d’arte una nuova sede.”

STU Makò mangiasoldi. È una bomba ad orologeria”. Messaggero Veneto, 27 Settembre 2013
“La Stu ha il compito assoluto di perseguire l’oggetto sociale”, e cioè la riqualificazione dell’ex Cantoni e la realizzazione della scuola d’arte e palestra, dice il Sindaco Mario Ongaro. “Per questo a maggioranza abbiamo deciso di rimandare ogni decisione, in attesa di capire come andrà il ricorso per l’utilizzo della centralina idroelettrica” in via Garibaldi, che insiste sulla proprietà della Società. “Ad agosto la Stu si è vista rigettare dalla regione la richiesta di concessione, andata invece all’altra società concorrente, un privato. A parità di requisiti di progetto, è prevalso il criterio di cronologia della presentazione della domanda.” Da qui la decisione del ricorso. “Una volta in funzione la centralina frutterebbe utili per 150mila euro l’anno. Va detto tuttavia che, per produrre, la centralina deve prima essere rimessa in funzione, e per far ciò ci vorranno altri soldi”, cifra stimata tra i 600mila e il milione di euro.

Il progetto europeo Co.Urb.I.T.
La Provincia di Pordenone ha partecipato, presentando La propria esperienza relativa all’area del cotonificio “Ex Cantoni”, ad un progetto europeo, finanziato nell’ambito del Programma di Iniziativa Comunitaria Interreg IIIB CADSES, denominato Co.Urb.I.T. “Complex Urban Investiment Tools”. Tale progetto (durata 2005-2008} mira alla promozione di partnership a Livello pubblico/privato e alla cooperazione con progetti finalizzati allo sviluppo di nuovi metodi e strumenti di “rigenerazione” e trasformazione urbana per rivitalizzare le aree degradate. I partner di progetto sono l’Università “L.Bocconi” di Milano (Lead Partner), la provincia di Treviso, Le Municipalità di Lipsia e Stoccarda, il VII Distretto di Budapest, l’Istituto I.R.M. e l’Università della Scienza e Tecnoligia AGH di Cracovia.

Premio all’ “Expo Italia Real Estate” 2008
Il Comune di Cordenons ha presentato un progetto, premiato a Milano nell’ambito della importante fiera “Expo Italia Real Estate” 2008; tale si concretizza in un’azione di marketing territoriale basato sulla valorizzazione delle caratteristiche del territorio, agganciate alla storia del paese e alle sue tradizioni artigiane e industriali. Gli sviluppi di questa iniziativa interesseranno principalmente un’area adiacente e collegata all’area Makò, integrando così due eventi storici per La conurbazione pordenonese.

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